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  ‘Abdallah T…yih
 “Al-Zin…nah ritorna ancora”


 
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Translated by: Daniele migliore
Orientale University - Napoli

 

Il rombo dell’aereo da ricognizione si alzò sopra il quartiere di al-‘Ilm† al-Magi…wir, nel campo profughi di ßab…liy…, nella mattinata del 19 febbraio. Un rumore assordante, spaventoso, che aumentava e rimbombava in modo orribile. Rih…m B…r™d, che stava scrivendo sul suo quaderno, fece un salto gridando:
- al-Zin…nah...
Aprì la finestra, si affacciò nella direzione da cui proveniva il rumore ma non vide niente. Il rombo continuava a salire e a scendere, provocando un senso di repulsione: sembrava il verso di un animale fiabesco che emetteva muggiti cavernosi: lei accostò le mani agli occhi provando a restringere il campo per vedere l’aereo, ma fu inutile...
- Mamma, io non lo vedo...
- Su, Rih…m, non affannarti... non puoi vederlo... questo genere di aerei è invisibile.
La figlia di sette anni, Bays…n, portò una sedia, vi salì sopra per osservare anche lei al-Zin…nah dalla finestra, ma non riuscì a vedere niente. La sua mano urtò contro il vaso di plastica... cadde a terra facendo rumore; la madre le gettò uno sguardo di rimprovero.

Il rumore era sempre più orribile, la pazienza di Rih…m si esaurì quando si accorse che le lancette dell’orologio si stavano avvicinando all’ora stabilita per il secondo turno nella scuola femminile di ßab…li… e dei profughi... si precipitò verso l’uscita con sua sorella Bays…n...

La strada si stendeva a est e a ovest. La scuola non era molto lontana dal vicolo, le ragazze riempivano la piazza di fronte alla scuola, dove si trovavano a una certa distanza gli uni dagli altri i commercianti. Le piccole aspettavano il suono della campanella, era prima di mezzogiorno, in quella giornata di febbraio dal cielo sereno e dal sole caldo, gli alti alberi facevano ombra al terrazzo della scuola e al muro esterno. Le piccole cercavano calore sotto il sole...

Il rombo assordante dell’aereo continuava, si alzava e si abbassava, gli abitanti del campo odiavano quel rumore che annunciava sempre morte e distruzione, dato che erano abituati a sentire o vedere un bombardamento notturno dopo ogni volo di ricognizione effettuato da quell’aereo, al-Zin…nah come l’avevano soprannominato, sopra il loro campo...
- Questa sera ci sarà un attacco, dissero alcuni.
- No, entreranno nel campo come al solito, replicò un altro.
- La gente non sa mai cosa gli capiterà: se un attacco o l’invasione. Entrambe le cose sono diventate un’abitudine quotidiana per l’esercito di occupazione e i carri armati.

Rih…m, che aveva undici anni, uscì dalla sua classe, avrebbe trascorso l’ora di educazione fisica nel cortile della scuola. Insieme con le amiche si preparò ad affrontare la corsa, le “concorrenti” erano allineate, la maestra fischiò l’inizio della gara, Rih…m si slanciò veloce arrivando alla linea del traguardo prima delle altre, vinse. La maestra annunciò:
- Rih…m Barud è la vincitrice.
Le ragazze le applaudirono poi il secondo gruppo si preparò per la corsa, Rih…m si mise a guardare le compagne: aveva il fiatone, le mancava l’aria, respirava affannosamente emettendo un sibilo, poi l’affanno cominciò a passare.
- Ho corso veloce come un aeroplano, sono stata agile e rapida, stavo per scontrarmi con la mia amica ³al™d, ma il Signore ci ha protetto. Se fossi andata a sbattere lei sarebbe caduta a terra e io avrei perso la gara.

Quando si alzò la voce del mu’a÷÷in dalla vicina moschea, la voce delle bambine si era spenta e l’orribile rombo dell’aereo al-Zin…nah era scomparso. Rih…m uscì dalla sua classe, la quinta elementare, con le amiche ³al™d e R…niyah, nel suo zaino c’erano quaderni, su cui aveva scritto i compiti per casa, e i colori, si sentiva ancora accaldata, sulla strada del ritorno tenne la sorella per mano, mentre il commovente invito alla preghiera continuava a levarsi dall’altoparlante del minareto della moschea situata a metà del tragitto tra la scuola e la casa. Bays…n disse:
- Oggi, durante la lezione di disegno abbiamo disegnato carri armati, aerei ed eserciti che affrontavano dei bambini nella strada, io fermavo i carri armati neri all’ingresso del vicolo nel quale comunque non potevano entrare perché era stretto... e ho colorato i bambini che colpivano i carri armati con le pietre. Guarda Rih…m quant’è bello il mio disegno!
Si accovacciò per strada affianco al muro e tirò fuori dallo zaino l’album di disegno per farlo vedere.
Rih…m le disse:
- A casa... lo vedrò a casa, Bays…n.

Ma Bays…n senza prestare attenzione alle parole della sorella, continuò a cercare nello zaino, prese l’album, lo aprì e, mostrando il disegno, cominciò a spiegare... Rih…m e le sue amiche ³al™d e R…niyah chiacchieravano allegramente della lezione di atletica e delle gare che si erano svolte. I loro discorsi erano intervallati da risate e dagli schiamazzi tipici di tutti i bambini che tornano a casa.
Su insistenza della piccola Bays…n, Rih…m prese l’album da disegno dicendo:
- A casa ti darò degli altri colori così potrai finire di colorarlo.

I bambini si sparpagliavano nelle strade e nei vicoli, il quartiere al-‘Ilm† era separato dal campo da una semplice strada lunga pochi metri, le case sorgevano le une a ridosso delle altre, profughi che si erano trasferiti lì quando le case del campo erano diventate troppo strette per contenere tutti.
Rih…m proseguì lungo la strada di casa con sua sorella e l’amica R…niyah, mentre ³al™d le lasciò per andare verso casa sua. In strada c’erano vecchi e giovani che si affrettavano verso la moschea per pregare, il sole di febbraio splendeva sopra le loro teste, i clacson delle automobili che trasportavano i passeggeri su via “al-Turk”, risuonavano di tanto in tanto, i bambini che ritornavano da scuola imboccavano vicoli e strade. Le tre ragazze entrarono nel vicolo, Bays…n con lo zaino sulle spalle si fermava ogni volta che qualcosa attirava la sua attenzione, mentre Rih…m raccontava alla sua amica R…niyah della sua ultima visita al parco giochi vicino al mare:

- La giostra mi ha fatto salire così in alto che vedevo i ragazzi sulla terra piccoli come pennarelli. Ci sei mai stata R…niyah?
- Ho chiesto a mio padre di andarci; ha detto che non appena troverà un lavoro e avrà abbastanza soldi mi ci porterà... ma mio padre non lavora da mesi...

Il discorso si interruppe, nel quartiere c’era un gran frastuono, i giovani correvano nella grande strada osservando un elicottero che era stato annunciato dal rumore assordante del motore e delle eliche.
Bays…n si fermò automaticamente all’imbocco del vicolo a osservare la gente, Rih…m precedeva la sua amica di qualche metro, gridava alla sorella di stare vicino a loro. L’elicottero fece un primo giro, improvvisamente nel vicolo ci fu una grande esplosione, la zona si riempì di fumo nero e polvere, si diffuse un odore di polvere da sparo. Frammenti di muri di alcune case si sparsero nel vicolo e nella vicina piazza, Rih…m urlò cadendo per terra, i suoi polmoni si riempirono di polvere da sparo e di polvere. L’aereo passò una seconda volta, si levò assordante il rumore del motore, la gente fuggì dal vicolo per andare verso l’ampia piazza. L’aereo salì in alto, poi virò e sparì in direzione nord. Quelli che stavano nelle piazze si precipitarono verso il luogo dell’ esplosione, Rih…m urlava forte, perdeva sangue dalla caviglia.

L’album da disegno le cadde di mano e si colorò di rosso, un giovane adolescente la portò verso una automobile che stava ferma lì vicino; l’auto partì di corsa, l’autista suonò il clacson lungo tutta la strada fino all’ospedale al-‘•dah, vicino al campo profughi. L’emorragia non si fermava, lei urlava, piangeva. Il rombo dell’aereo si era spento dopo che l’edificio era stato colpito da una bomba telecomandata. Rih…m aveva il viso e le mani sporche di polvere da sparo e di terreno, il giovane provò ad arrestare l’emorragia stringendo intorno alla caviglia la sua camicia.

La macchina superò il cancello d’ingresso dell’ospedale. I medici e gli infermieri si raccolsero intorno al suo letto per soccorrerla e bloccarle l’emorragia. Lei urlava spaventata:
- Non voglio che mi facciate niente... non voglio che mi facciate niente...
Continuò a urlare e a piangere.

- Non aver paura – disse il medico - non ti spaventare, non ti faremo niente... tu stai bene.
Ma nessun discorso riuscì a placare le urla e il pianto di Rih…m. I medici la soccorsero, e riuscirono ad arrestare l’emorragia. Dopo aver esaminato la radiografia il medico disse:
- La scheggia ha perforato la carne ed è uscita, per fortuna... l’osso è intatto.
La visitarono per accertarsi delle sue condizioni, poi le pulirono il viso e le mani sporchi di polvere, fuliggine e sangue. Le ore passavano ma lei non smetteva di piangere:
- Il mio zaino è rimasto per strada, il quaderno di Bays…n... dov’è mia sorella Bays…n? Dov’è la mia amica R…niyah? Cos’è accaduto a loro due?
Nella stanza d’ospedale entrò addolorato il padre ‘Abd al-Ra|man, aveva ricevuto la notizia, teneva per mano la figlia Bays…n che a sua volta aveva in mano l’album da disegno sporco di terreno, polvere da sparo e sangue.

Trascorsero giorni difficili finché Rih…m fu dimessa dall’ospedale, ma poté ritornare a scuola solo dopo alcune settimane. Quando le sue compagne di classe andarono a trovarla a casa, seppe che anche la sua amica R…niyah Falfal era stata colpita, mentre la piccola ‡n…s Ÿal…|, di dieci anni, era morta una settimana fa per una grave ferita riportata mentre passava per la strada nel momento dello scoppio.
Quando tornò a scuola le compagne, le insegnanti e la preside le andarono incontro con grande affetto. Anzi la preside salì sul palco della scuola per rivolgerle un saluto di benvenuto. Passarono solo alcuni istanti ed ecco arrivare da lontano un rumore sordo, spaventoso. Le ragazze ferme in fila alzarono la testa. Rih…m borbottò:

- “Al-Zin…nah” è tornato un’altra volta... mia madre ha detto che nessuno può vederlo.
Il rombo si fece più forte e desolato. L’espressione di felicità suscitata dal discorso della preside sparì sul viso di Rih…m, improvvisamente impallidito, apparvero i segni di agitazione. Chiaramente impaurita si mise la mano sulla ferita. Da quando era stata ferita, non si era più preoccupata più di guardare al-Zin…nah dalla finestra come faceva in passato, anzi lei e Bays…n correvano a rifugiarsi nella stanza più bassa della casa, per ripararsi e nascondersi dal male che avrebbero potuto ricevere.

Alla piccola Rih…m ‘Abd al-Rahman B…r™d – di undici anni – che abita nel quartiere al-‘Ilm†, nel campo profughi di ßab…li….

 


1. È un aereo da ricognizione che vola, senza l'ausilio del pilota, sui campi profughi per inviare informazioni all'esercito israeliano.
 

 

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